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Secondi Piatti Romani: Ricette Autentiche e Segreti del Quinto Quarto

Timoteo Damico

Timoteo Damico

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12 settembre 2025

Secondi Piatti Romani: Ricette Autentiche e Segreti del Quinto Quarto

Indice

Ah, Roma! La mia città, un luogo dove ogni vicolo, ogni piazza e, soprattutto, ogni trattoria racconta una storia. E se c'è un capitolo che mi sta particolarmente a cuore, è quello dedicato ai nostri secondi piatti. Preparatevi, perché in questo articolo vi porterò in un viaggio attraverso i sapori più autentici e le tradizioni più radicate della cucina romana, scoprendo i piatti iconici che hanno reso la nostra gastronomia famosa nel mondo e che ogni vero buongustaio dovrebbe conoscere e assaporare.

L'anima autentica di Roma: i secondi piatti iconici tra "quinto quarto" e tradizione

  • I secondi piatti romani nascono dalla tradizione del "quinto quarto", valorizzando parti meno nobili dell'animale.
  • Ingredienti chiave includono vitello, agnello (abbacchio), frattaglie e verdure locali come i carciofi.
  • Piatti come Saltimbocca, Coda alla Vaccinara e Abbacchio a Scottadito sono simboli della cucina romana.
  • La cucina romana si distingue per ricette saporite, spesso a lenta cottura, che raccontano la storia della città.
  • Non solo carne: le verdure dell'agro romano, come i carciofi, sono fondamentali sia come contorno che come ingrediente principale.

Perché i secondi piatti romani sono così importanti? Beh, per me, rappresentano il cuore pulsante della nostra tavola, il culmine di un pasto che celebra la storia, la cultura e l'ingegno del popolo romano. Non sono solo cibo, ma veri e propri racconti di generazioni, di necessità trasformate in virtù e di un amore incondizionato per i sapori schietti e genuini.

L'eredità del "Quinto Quarto": come la necessità ha creato capolavori

Se c'è un concetto che definisce la cucina romana, è senza dubbio quello del "quinto quarto". Questa espressione si riferisce alle parti meno nobili dell'animale interiora, coda, zampe che, un tempo, venivano date come compenso ai macellai, i cosiddetti "vaccinari" del rione Regola. Lungi dall'essere scarti, queste parti erano considerate una risorsa preziosa. L'ingegno e la maestria delle cuoche romane hanno saputo trasformarle in autentiche prelibatezze, piatti ricchi di sapore e carattere che oggi sono il vanto della nostra tradizione culinaria. È una testimonianza di come la necessità possa davvero aguzzare l'ingegno e creare capolavori gastronomici.

Non solo carne: il ruolo cruciale delle verdure dell'agro romano

Ma non pensiate che la cucina romana sia solo carne! Accanto ai robusti secondi piatti, le verdure dell'agro romano giocano un ruolo da protagonista, portando freschezza e equilibrio. Penso ai carciofi, simbolo indiscusso della nostra tavola, preparati "alla romana" o "alla giudia", che da semplici contorni si elevano a veri e propri piatti a sé stanti. Ma anche cicoria, broccoletti, puntarelle: sono tutti elementi fondamentali che arricchiscono i nostri piatti e ne esaltano i sapori, dimostrando la ricchezza e la varietà della nostra terra.

secondi piatti romani misti

I re della carne: i secondi piatti romani da non perdere

Ora, permettetemi di presentarvi i veri sovrani della tavola romana, quei piatti di carne che ogni volta mi riempiono di orgoglio e che, sono certo, conquisteranno anche il vostro palato. Sono ricette che hanno attraversato i secoli, mantenendo intatto il loro sapore e la loro autenticità.

Saltimbocca alla Romana: il piatto che "salta in bocca" per la sua bontà

Il nome dice tutto: il Saltimbocca alla Romana è un piatto così saporito e invitante che sembra quasi volerti "saltare in bocca"! Si tratta di fettine sottili di vitello, adagiate su una fetta di prosciutto crudo e una foglia di salvia, il tutto fermato da uno stuzzicadenti. Vengono poi rosolate velocemente in padella con burro e sfumate con vino bianco secco. La ricetta originale, che il grande Pellegrino Artusi descrisse già nel suo manuale, è di una semplicità disarmante, ma il risultato è un'esplosione di sapori che conquista al primo assaggio.

Coda alla Vaccinara: la ricetta paziente dei macellai romani

La Coda alla Vaccinara è l'emblema della cucina "lenta" e sapiente. Questo stufato di coda di bue richiede ore di cottura, pazienza e amore, ma il risultato è una carne tenerissima che si stacca dall'osso e un sugo denso e avvolgente. Gli ingredienti sono semplici: coda di bue, verdure come sedano, carote e cipolle, e tanto pomodoro. Negli anni, sono nate anche versioni più moderne, con un tocco agrodolce dato dall'aggiunta di uvetta, pinoli o persino un pizzico di cioccolato amaro, che "ingentiliscono" il sapore senza snaturarlo. È un piatto che ti scalda il cuore e l'anima.

Abbacchio a Scottadito: perché si mangia rigorosamente con le mani?

L'Abbacchio a Scottadito è una vera festa per il palato, soprattutto in primavera e durante il periodo pasquale. Si tratta di costolette di agnello da latte (l'abbacchio, appunto) marinate con erbe aromatiche e poi cotte alla griglia o sulla brace. La tradizione vuole che si mangino rigorosamente con le mani, ancora caldissime, tanto da "scottarsi le dita" da qui il nome! La marinatura e la cottura perfetta conferiscono alla carne un sapore inconfondibile, leggermente affumicato e incredibilmente succulento. Un'esperienza da provare assolutamente.

Trippa alla Romana: l'incontro inaspettato tra frattaglie, menta e pecorino

La Trippa alla Romana è un altro capolavoro del "quinto quarto". La trippa di manzo, dopo essere stata accuratamente pulita e lessata, viene cotta lentamente in un ricco sugo di pomodoro. Ma il vero segreto, ciò che le conferisce quel sapore unico e inconfondibile, è l'aggiunta di abbondante menta romana fresca e una generosa spolverata di Pecorino Romano grattugiato al momento. È un piatto dal sapore deciso, aromatico e incredibilmente appagante, che vi sorprenderà per la sua complessità e bontà.

coratella con carciofi

Tesori nascosti: i secondi piatti romani da scoprire

Oltre ai grandi classici, la cucina romana nasconde una miriade di gemme meno conosciute ma altrettanto deliziose. Sono piatti che spesso si trovano nelle trattorie più autentiche, quelli che un vero romano vi consiglierebbe di provare per un'esperienza gastronomica completa.

La Coratella con i Carciofi: il sapore deciso della primavera romana

Quando arriva la primavera e i carciofi sono al loro meglio, sulle tavole romane non può mancare la Coratella con i Carciofi. Questo piatto unisce il sapore deciso delle interiora d'agnello cuore, polmoni e fegato alla delicatezza amarognola dei carciofi romaneschi. Le frattaglie vengono saltate in padella con aglio e sfumate con vino bianco, poi si aggiungono i carciofi tagliati finemente. È un piatto che celebra la stagione, con un gusto intenso e rustico che vi farà innamorare della cucina più verace.

Picchiapò: l'arte geniale di trasformare il bollito avanzato

Il Picchiapò è l'esempio perfetto di come a Roma non si butti via niente, trasformando la necessità in arte culinaria. Questa è una ricetta di recupero che utilizza la carne di manzo avanzata dal bollito (il lesso). La carne viene sfilacciata e poi ripassata in padella con un semplice ma saporito sugo di pomodoro e cipolle. Il risultato è un piatto umile ma incredibilmente gustoso, che con la sua semplicità conquista il palato e racconta una storia di economia domestica e sapienza contadina.

Pollo con i Peperoni: il classico pranzo della domenica che sa di casa

Il Pollo con i Peperoni è il sapore della domenica in famiglia, il profumo che riempie le case romane. È un piatto semplice ma ricco, dove i pezzi di pollo vengono cotti lentamente con peperoni rossi e gialli, pomodoro, aglio e erbe aromatiche. Il sugo che si forma è perfetto per fare la scarpetta, e il sapore dolce dei peperoni si sposa magnificamente con la carne del pollo. Un vero comfort food che sa di casa e di tradizione.

ingredienti tipici cucina romana

Portare Roma in tavola: guida alla preparazione

So che molti di voi, dopo aver letto queste descrizioni, avranno l'acquolina in bocca e la voglia di cimentarsi ai fornelli. Ebbene, portare i sapori di Roma nella vostra cucina è più facile di quanto pensiate, basta avere gli ingredienti giusti e seguire qualche piccolo segreto.

Gli ingredienti essenziali: cosa non può mancare nella tua dispensa

Per ricreare l'autentica magia romana, ci sono alcuni ingredienti che non possono proprio mancare nella vostra dispensa o nel vostro frigorifero. Ecco la mia lista essenziale:

  • Carne di qualità: Fettine di vitello, costolette di agnello (abbacchio), coda di bue, trippa di manzo e, se siete audaci, le interiora d'agnello per la coratella.
  • Pecorino Romano DOP: Indispensabile per dare sapidità e carattere a molti piatti.
  • Menta romana fresca: Il tocco segreto per la trippa e non solo.
  • Carciofi romaneschi: Quando è stagione, sono un must.
  • Pomodori pelati o passata di pomodoro: La base per molti sughi.
  • Vino bianco secco: Per sfumare e insaporire.
  • Salvia e rosmarino freschi: Le erbe aromatiche per eccellenza.
  • Prosciutto crudo: Per i saltimbocca.
  • Olio extra vergine d'oliva: Di buona qualità, sempre.
  • Aglio e cipolla: La base di ogni buon soffritto.

Saltimbocca perfetti: i segreti per una carne tenera e saporita

Preparare dei Saltimbocca alla Romana da manuale è un gioco da ragazzi, se seguite questi passaggi chiave:
  1. Battitura della carne: Le fettine di vitello devono essere sottilissime. Battetele delicatamente tra due fogli di carta forno per renderle ancora più tenere.
  2. Assemblaggio impeccabile: Adagiate il prosciutto crudo sulla fettina di vitello, poi la foglia di salvia e fermate il tutto con uno stuzzicadenti. Non esagerate con il prosciutto, deve bilanciarsi con il vitello.
  3. Rosolatura veloce: Scaldate il burro in padella finché non sarà spumeggiante. Rosolate i saltimbocca per un minuto per lato, giusto il tempo che la carne cambi colore e il prosciutto diventi croccante.
  4. Sfumatura con vino: Sfumate con un buon vino bianco secco. Lasciate evaporare bene l'alcol e poi servite immediatamente, caldissimi. La rapidità è il segreto per non far indurire la carne.

Coda alla Vaccinara: i passaggi chiave per uno stufato a regola d'arte

La Coda alla Vaccinara richiede tempo, ma il processo è gratificante. Ecco i passaggi essenziali:

  1. Pulizia e scottatura della coda: Pulite bene la coda di bue e scottatela in acqua bollente per qualche minuto. Questo aiuta a eliminare le impurità e a rendere la carne più tenera.
  2. Soffritto abbondante: Preparate un soffritto generoso con sedano, carote e cipolle. È la base aromatica del piatto.
  3. Rosolatura della coda: Rosolate i pezzi di coda nel soffritto finché non saranno ben dorati su tutti i lati. Questo sigilla i succhi e crea sapore.
  4. Lunga cottura: Aggiungete il pomodoro, brodo vegetale (o acqua) e, se volete, un po' di vino rosso. Lasciate sobbollire a fuoco bassissimo per almeno 3-4 ore, o finché la carne non si stacca facilmente dall'osso. La pazienza è la vostra migliore amica qui.
  5. Aggiunta finale: Verso la fine della cottura, potete aggiungere le verdure tagliate più grandi (come il sedano) per mantenerle più consistenti, e, se optate per la versione agrodolce, uvetta, pinoli o cioccolato.

L'abbinamento perfetto: il vino giusto per ogni piatto

Un buon piatto romano merita un abbinamento all'altezza. Per me, il vino non è solo una bevanda, ma un compagno che esalta i sapori e completa l'esperienza gastronomica. La chiave è considerare la struttura e l'intensità del piatto: un piatto delicato richiederà un vino più leggero, mentre uno robusto si sposerà con un rosso più strutturato.

Dai bianchi freschi dei Castelli ai rossi strutturati: una guida per non sbagliare

Ecco alcuni dei miei abbinamenti preferiti, quelli che non vi faranno mai sbagliare:

  • Saltimbocca alla Romana: Per la sua delicatezza e sapidità, un vino bianco secco del Lazio è l'ideale. Un Frascati Superiore, con la sua freschezza e mineralità, pulisce il palato e si sposa magnificamente con il burro e la salvia.
  • Abbacchio a Scottadito: Le costolette di agnello, con il loro sapore deciso e la cottura alla brace, richiedono un vino rosso giovane e fresco. Un Cesanese del Piglio, con i suoi tannini morbidi e le note fruttate, è un abbinamento classico e sempre vincente.
  • Coda alla Vaccinara e piatti più robusti (Trippa, Coratella): Per questi piatti ricchi, saporiti e a lunga cottura, serve un vino rosso più strutturato e tannico. Un Montepulciano d'Abruzzo o un Sangiovese, con la loro complessità e corpo, reggeranno il confronto con la ricchezza del sugo e il sapore intenso della carne.

Oltre la ricetta: dove gustare i veri secondi piatti romani a Roma

Se non avete tempo o voglia di mettervi ai fornelli, o semplicemente volete vivere l'esperienza completa, venire a Roma e assaggiare questi piatti in una vera trattoria è un'emozione impagabile. Ma attenzione, la città è piena di locali, e non tutti offrono l'autenticità che cercate.

Come riconoscere una vera trattoria romana ed evitare le trappole per turisti

Ecco i miei consigli da "oste" per non cadere nelle trappole per turisti e trovare il vero sapore di Roma:

  • Cercate il menu scritto a mano: Spesso è un buon segno di freschezza e stagionalità degli ingredienti.
  • Occhio ai prezzi: Se sono esageratamente bassi o troppo alti per piatti semplici, qualcosa non va.
  • L'atmosfera conta: Una vera trattoria romana è rumorosa, vivace, con tovaglie a quadri e un servizio schietto ma cordiale. Diffidate dei locali troppo "perfettini" o silenziosi.
  • Chiedete ai locali: Il miglior consiglio ve lo darà un romano, un tassista, un negoziante. Loro sanno dove si mangia bene davvero.
  • Ingredienti locali: Un buon ristorante romano userà sempre carciofi romaneschi, Pecorino Romano, guanciale e non pancetta.

Leggi anche: Secondi Piatti Freddi: Ricette Veloci, Gustose e Senza Cottura

I quartieri del gusto: da Trastevere al Testaccio, un itinerario per buongustai

Per un vero tour gastronomico, ci sono alcuni quartieri che non potete perdere. Trastevere, con le sue stradine acciottolate e l'atmosfera bohémien, è un classico, ma attenzione a scegliere bene. Il mio consiglio, però, è di spingervi fino a Testaccio. Questo rione, un tempo sede del mattatoio, è il vero cuore della cucina del "quinto quarto". Qui troverete trattorie storiche dove la tradizione è sacra e i piatti sono preparati come una volta. Sono luoghi dove ogni boccone è un tuffo nella storia e nell'anima più profonda di Roma.

Domande frequenti

Il "quinto quarto" si riferisce alle parti meno nobili dell'animale (interiora, coda) che i macellai ricevevano come compenso. A Roma, queste sono diventate ingredienti per piatti iconici come la Coda alla Vaccinara e la Trippa, trasformando la necessità in prelibatezza culinaria.

Tra i più celebri spiccano i Saltimbocca alla Romana (vitello, prosciutto, salvia), la Coda alla Vaccinara (stufato di coda di bue), l'Abbacchio a Scottadito (costolette d'agnello alla griglia) e la Trippa alla Romana con menta e Pecorino.

La tradizione vuole che le costolette di agnello, servite caldissime appena tolte dalla brace, vengano gustate con le mani. Da qui il nome "scottadito", poiché ci si scotta le dita per la fretta di assaporarle. È un rito, specialmente a Pasqua.

Per i Saltimbocca si consiglia un Frascati Superiore. L'Abbacchio a Scottadito si sposa bene con un Cesanese del Piglio. Piatti robusti come la Coda alla Vaccinara richiedono rossi più strutturati, come un Montepulciano d'Abruzzo.

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Autor Timoteo Damico
Timoteo Damico
Sono Timoteo Damico, un esperto di cucina con oltre dieci anni di esperienza nella scrittura e nell'analisi del settore gastronomico. La mia passione per la cucina mi ha portato a esplorare le tradizioni culinarie italiane e internazionali, approfondendo le tecniche e gli ingredienti che rendono ogni piatto unico. Mi dedico a fornire contenuti informativi e accessibili, semplificando concetti complessi per rendere la gastronomia alla portata di tutti. Nel corso degli anni, ho sviluppato una particolare competenza nella valorizzazione dei prodotti locali e nella sostenibilità in cucina, temi che considero fondamentali per il futuro della gastronomia. Il mio obiettivo è quello di garantire ai lettori informazioni accurate e aggiornate, supportate da ricerche e analisi oggettive, affinché possano fare scelte consapevoli e ispirate nella loro esperienza culinaria.

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