Il mondo dei cocktail è un universo affascinante, in continua evoluzione ma saldamente ancorato ai suoi pilastri. Se siete curiosi di scoprire quali sono i drink che dominano le scene dei bar di tutto il mondo e magari imparare a prepararli, siete nel posto giusto. In questo articolo, vi guiderò attraverso la classifica dei cocktail più venduti, svelandovi i segreti dietro il loro successo e fornendovi consigli pratici per replicarli a casa.
Scopri i cocktail più amati al mondo La classifica dei drink che fanno tendenza
- Il Negroni si conferma il cocktail più venduto a livello globale, simbolo dell'eccellenza italiana nella mixology.
- Classici intramontabili come Old Fashioned, Margarita, Dry Martini, Daiquiri e Aperol Spritz mantengono salde le loro posizioni nella top 10.
- Si osserva una crescente popolarità per i cocktail a base di Tequila e Mezcal, come la Margarita, e una notevole rinascita dell'Espresso Martini.
- L'interesse non è solo per la classifica, ma anche per la preparazione casalinga e la qualità degli ingredienti.
- I cocktail "sour" (con agrumi) continuano a godere di grande apprezzamento, evidenziando il desiderio di sapori freschi e bilanciati.
Cosa rende un cocktail una leggenda mondiale?
Non è un caso che alcuni drink resistano alla prova del tempo, diventando delle vere e proprie icone. A mio parere, un cocktail diventa una leggenda mondiale quando riesce a combinare una ricetta equilibrata, una storia affascinante e una versatilità che ne permette l'adattamento ai gusti contemporanei. L'influenza dello stile italiano, con la sua enfasi sull'aperitivo e sui sapori amari, ha giocato un ruolo cruciale, portando il Negroni in cima alle classifiche e mantenendo i "grandi classici" saldamente nelle posizioni che contano, anno dopo anno.
La classifica ufficiale: ecco i drink più ordinati nei bar di tutto il pianeta
Ogni anno, Drinks International pubblica un report che sonda i migliori bar del mondo per stilare la classifica dei cocktail più venduti. Quello che emerge è un quadro piuttosto stabile: i classici dominano incontrastati. Il Negroni, per esempio, si è ormai consolidato al primo posto da diversi anni, a dimostrazione della forza della mixology italiana. Ma non è l'unico: altri giganti come l'Old Fashioned, il Margarita, il Dry Martini, il Daiquiri e l'Aperol Spritz sono presenze fisse nella top 10, confermando che i sapori intramontabili sono sempre i più apprezzati.
- Negroni
- Old Fashioned
- Margarita
- Dry Martini
- Daiquiri
- Aperol Spritz
Cosa rende un cocktail un "classico"? Ingredienti, storia e un tocco di magia
Mi sono spesso chiesto cosa distingua un semplice drink da un vero classico. Credo che ci siano alcuni elementi fondamentali:
- L'equilibrio degli ingredienti: Un classico è un'armonia perfetta di sapori, dove nessun ingrediente sovrasta l'altro. È una sinfonia liquida.
- La semplicità o complessità della ricetta: Alcuni classici brillano per la loro essenzialità (pensate al Dry Martini), altri per la loro sofisticata stratificazione (come l'Old Fashioned). Entrambi, però, sono eseguiti con maestria.
- Il contesto storico: Ogni grande cocktail ha una storia, un'origine che lo lega a un'epoca, a un personaggio o a un luogo. Questo aggiunge profondità e fascino.
- L'associazione culturale: Molti drink sono diventati simboli di uno stile di vita, di un'eleganza o di un momento specifico, come l'aperitivo italiano con l'Aperol Spritz.
- La capacità di generare varianti: Un vero classico è una tela bianca su cui i bartender possono esprimere la loro creatività, dando vita a infinite interpretazioni senza snaturarne l'essenza.

La Top 10 dei cocktail più venduti: i drink che dominano le scene
Ora che abbiamo capito cosa rende un cocktail un classico, è il momento di addentrarci nella classifica e scoprire quali sono i drink che, anno dopo anno, continuano a essere i più richiesti nei bar di tutto il mondo. Preparatevi a un viaggio tra sapori iconici e storie affascinanti, che vi faranno venire voglia di shakerare subito!
1. Negroni: il Re italiano che ha conquistato il mondo
Il Negroni è un vero e proprio ambasciatore dell'italianità nel mondo della mixology. Con il suo carattere amaro, bilanciato e incredibilmente aromatico, ha scalato le classifiche fino a diventare il cocktail più venduto a livello globale. È un drink che non stanca mai, perfetto per l'aperitivo ma anche come digestivo, e la sua semplicità lo rende accessibile, pur nascondendo una profondità di sapori che pochi altri drink possono eguagliare.La ricetta perfetta per un Negroni bilanciato (e gli errori da non fare)
La bellezza del Negroni sta nella sua semplicità, ma è proprio qui che si nascondono le insidie. La ricetta classica è un esempio di equilibrio perfetto:
- 30 ml di Gin
- 30 ml di Campari
- 30 ml di Vermouth Rosso dolce
- Guarnizione: una fetta o scorza d'arancia
Per prepararlo, versate tutti gli ingredienti direttamente in un bicchiere Old Fashioned pieno di ghiaccio. Mescolate delicatamente per circa 30 secondi per diluire e raffreddare bene, poi guarnite con una fetta o una scorza d'arancia. L'errore più comune? Usare ingredienti di bassa qualità o non bilanciare le proporzioni. Ricordate, parti uguali è la chiave per un Negroni perfetto. E non lesinate sul ghiaccio, è fondamentale per la diluizione e la temperatura.
Storia e curiosità: come un conte fiorentino ha creato un'icona
La leggenda narra che il Negroni sia nato a Firenze, intorno al 1919, al Caffè Casoni. Il Conte Camillo Negroni, stanco del solito Americano, chiese al barista Fosco Scarselli di rafforzare il suo drink sostituendo la soda con il gin. Scarselli accontentò il conte, guarnendo il nuovo cocktail con una fetta d'arancia invece del limone, e così nacque una leggenda. È incredibile come una piccola modifica possa dare vita a un'icona mondiale!2. Margarita: il trionfo messicano a base di Tequila
Il Margarita è un altro gigante della mixology, un classico messicano che ha conquistato i palati di tutto il mondo con la sua combinazione rinfrescante di tequila, lime e triple sec. La sua popolarità è in costante crescita, anche grazie alla crescente apprezzamento per i distillati d'agave. È un drink che evoca immediatamente pensieri di spiagge assolate e feste vivaci.
Sale sul bordo, sì o no? I segreti per una Margarita da manuale
La ricetta classica del Margarita è relativamente semplice, ma ci sono dettagli che fanno la differenza:
- 50 ml di Tequila (Blanco o Reposado)
- 20 ml di Triple Sec (Cointreau o altro liquore all'arancia di qualità)
- 20 ml di Succo di lime fresco
Per prepararlo, shakerate tutti gli ingredienti con ghiaccio e filtrate in una coppetta da cocktail precedentemente raffreddata. E il sale? È una questione di gusto personale. Io lo consiglio, ma solo su metà del bordo del bicchiere, così l'ospite può scegliere se assaporare il drink con o senza la nota salina. Usate sale fino o, ancora meglio, sale Maldon o fiocchi di sale per un tocco gourmet.
Le varianti più amate: dal Frozen al Tommy's Margarita
Il Margarita è incredibilmente versatile, e nel tempo ha dato vita a numerose varianti. Tra le più famose troviamo il Frozen Margarita, preparato frullando gli ingredienti con ghiaccio per una consistenza simile a una granita, perfetto per le giornate calde. Un'altra variante molto apprezzata è il Tommy's Margarita, che sostituisce il Triple Sec con nettare d'agave, esaltando il sapore della tequila e del lime in modo più puro e naturale. È la mia preferita quando voglio un Margarita più autentico e meno dolce.
- Frozen Margarita (frullato con ghiaccio)
- Tommy's Margarita (con nettare d'agave al posto del Triple Sec)
- Margarita alla frutta (con aggiunta di puree di frutta come fragola o mango)
3. Old Fashioned: l'essenza del whiskey in un bicchiere
L'Old Fashioned è la quintessenza del cocktail a base di whiskey, un drink che incarna l'eleganza e la tradizione. È un classico senza tempo, amato per la sua semplicità apparente che cela una profondità di sapori complessa e appagante. È un drink per chi apprezza il buon whiskey, senza troppi fronzoli, ma con una preparazione attenta ai dettagli.
La scelta del whiskey: quale usare per un risultato da intenditori?
La scelta del whiskey è cruciale per un Old Fashioned eccellente. Tradizionalmente si usa il Bourbon, che conferisce note dolci e vanigliate, oppure il Rye whiskey, che dona un carattere più speziato e secco. Personalmente, amo sperimentare con entrambi, ma la regola d'oro è sempre la stessa: usate un distillato di qualità che berreste volentieri anche liscio. La sua essenza sarà il cuore del vostro cocktail.
La preparazione come rito: zucchero, angostura e la scorza d'arancia
La preparazione dell'Old Fashioned è quasi un rito, un momento di contemplazione per il bartender. Ecco come lo preparo io:
- Mettete una zolletta di zucchero (o un cucchiaino di sciroppo semplice) in un bicchiere Old Fashioned.
- Aggiungete 2-3 dash di Angostura Bitter.
- Aggiungete un goccio d'acqua (o soda) e pestate delicatamente la zolletta per scioglierla. Se usate sciroppo, mescolate semplicemente.
- Aggiungete una grande roccia di ghiaccio (o cubetti) e versate 60 ml di whiskey (Bourbon o Rye).
- Mescolate lentamente per circa 1 minuto, finché il drink non sarà ben freddo e leggermente diluito.
- Guarnite con una scorza d'arancia, strizzandola sopra il drink per rilasciare gli oli essenziali e poi passandola sul bordo del bicchiere.
4. Dry Martini: l'icona di eleganza e semplicità
Il Dry Martini non è solo un cocktail, è un simbolo. Rappresenta l'apice della sofisticazione, dell'eleganza e della semplicità. Con la sua combinazione essenziale di gin (o vodka) e vermouth dry, è un drink che richiede precisione e attenzione ai dettagli per raggiungere la perfezione. È il drink preferito di personaggi iconici, da James Bond a Winston Churchill, e per una buona ragione.
Shakerato o mescolato? La domanda che divide i puristi (e la risposta definitiva)
Ah, la celebre domanda di James Bond! "Shaken, not stirred." Ma è la scelta giusta? Per la maggior parte dei puristi della mixology, la risposta è un sonoro "no" per un Dry Martini tradizionale. I cocktail a base di soli distillati, come il Martini, il Manhattan o l'Old Fashioned, dovrebbero essere mescolati. Lo shaker serve a diluire e raffreddare rapidamente ingredienti con succhi di frutta, sciroppi o latticini, ma agitare il gin o la vodka può "bruciare" o "scheggiare" il ghiaccio, diluendo eccessivamente il drink e rendendolo torbido. Il Martini va mescolato delicatamente in un mixing glass con ghiaccio per ottenere la giusta diluizione e una limpidezza cristallina.
Gin o Vodka? Come personalizzare il tuo Martini ideale
Il Dry Martini offre un'ampia possibilità di personalizzazione, principalmente attraverso la scelta del distillato e la proporzione di vermouth:
- Gin Martini: La versione classica. Scegliete un gin di alta qualità, le cui botaniche si sposino bene con il vermouth dry. Io amo i gin più secchi e agrumati.
- Vodka Martini: Per chi preferisce un sapore più neutro e pulito. La vodka deve essere di eccellente qualità, dato che il suo sapore sarà molto evidente.
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Proporzioni di Vermouth:
- Dry Martini: La proporzione più comune è 5:1 o 6:1 (gin/vodka:vermouth).
- Extra Dry Martini: Ancora meno vermouth, a volte solo un "lavaggio" del bicchiere con il vermouth prima di versare il gin.
- Wet Martini: Più vermouth, per un sapore più morbido e aromatico.
- Guarnizione: Un'oliva (o tre, dispari porta fortuna!) o una scorza di limone. Anche qui, la scelta è personale e influisce sul profilo aromatico.
5. Daiquiri: il classico cubano che profuma di vacanza
Il Daiquiri è un inno alla freschezza, un classico cubano che con la sua semplicità e il suo equilibrio tra dolce, aspro e alcolico ha conquistato una solida base di appassionati. È un cocktail sour a base di rum, perfetto per rinfrescare le serate estive o per trasportarvi mentalmente su una spiaggia caraibica. La sua popolarità è ben meritata, grazie alla sua versatilità e al suo sapore vibrante.
Non solo frozen: la ricetta originale e le sue nobili origini
Quando si pensa al Daiquiri, molti immaginano la versione frozen, ma la ricetta originale è molto più elegante e raffinata. Ecco come si prepara:
- 60 ml di Rum bianco (light)
- 25 ml di Succo di lime fresco
- 20 ml di Sciroppo semplice (1:1 zucchero e acqua)
Shakerate tutti gli ingredienti con ghiaccio e filtrate in una coppetta da cocktail precedentemente raffreddata. Guarnite con una fetta di lime. Le sue origini risalgono alla fine del XIX secolo a Cuba, in una miniera di ferro chiamata Daiquirí. Si narra che un ingegnere americano, Jennings Cox, abbia creato questo drink per i suoi colleghi, combinando gli ingredienti disponibili per rinfrescarsi dal caldo cubano. Un'idea semplice che ha dato vita a un'icona.
Il rum giusto per un Daiquiri che fa la differenza
Per un Daiquiri eccellente, la scelta del rum è fondamentale. Consiglio vivamente un rum bianco leggero e di buona qualità. Evitate rum troppo invecchiati o con profili aromatici troppo complessi, poiché potrebbero sovrastare il delicato equilibrio di lime e zucchero. Un buon rum bianco cubano o portoricano, con le sue note pulite e leggermente dolci, è l'ideale per far brillare tutti gli ingredienti.
6. Espresso Martini: la carica di energia che ha scalato le classifiche
L'Espresso Martini ha vissuto una rinascita spettacolare negli ultimi anni, diventando uno dei cocktail più richiesti e apprezzati. È la combinazione perfetta per chi cerca una carica di energia e un sapore avvolgente, grazie all'unione del caffè espresso con la vodka e il liquore al caffè. È un drink versatile, ottimo come dopocena o per dare il via a una serata.
Il segreto per una schiuma perfetta e cremosa
La caratteristica distintiva di un ottimo Espresso Martini è la sua schiuma densa e persistente. Il segreto sta in due fattori chiave: l'espresso fresco e una shakerata vigorosa. L'espresso deve essere appena fatto e ancora caldo o tiepido, poiché il calore aiuta a creare una migliore emulsione. Shakerate il cocktail con decisione per almeno 15-20 secondi, in modo che l'aria si incorpori bene e crei quella meravigliosa crema che tutti amiamo. Vedrete che differenza!
Caffè espresso o liquore al caffè? Ingredienti a confronto
Per un Espresso Martini autentico e di qualità, l'ingrediente chiave è senza dubbio il caffè espresso fresco. È ciò che conferisce al drink il suo sapore profondo e la sua schiuma caratteristica. Il liquore al caffè (come Kahlúa o Tia Maria) è un componente importante che aggiunge dolcezza e complessità, ma non deve sostituire l'espresso. Anzi, la combinazione dei due crea una sinergia perfetta, dove l'amaro e l'aroma del caffè fresco si fondono con la dolcezza e le note speziate del liquore.
7. Aperol Spritz: il simbolo dell'aperitivo italiano nel mondo
L'Aperol Spritz è più di un cocktail; è un rito, un simbolo dell'aperitivo italiano che ha conquistato il mondo. Con il suo colore arancione brillante, il suo sapore agrodolce e la sua leggerezza, è il drink perfetto per socializzare e godersi un momento di relax. In Italia è un fenomeno culturale, ma la sua popolarità è ormai globale, rendendolo un vero ambasciatore del nostro stile di vita.
La ricetta 3-2-1: le dosi perfette per lo Spritz che non delude mai
La ricetta dell'Aperol Spritz è semplice e facile da ricordare, seguendo la famosa regola 3-2-1:
- 3 parti di Prosecco (circa 90 ml)
- 2 parti di Aperol (circa 60 ml)
- 1 parte di soda o acqua frizzante (circa 30 ml)
Per prepararlo, riempite un calice da vino grande con abbondante ghiaccio. Versate prima il Prosecco, poi l'Aperol e infine un top di soda. Mescolate delicatamente e guarnite con una fetta d'arancia. La chiave è non esagerare con la soda e usare un buon Prosecco, non troppo dolce.
Oltre l'Aperol: le varianti regionali dello Spritz da provare
Se l'Aperol Spritz è il più famoso, l'Italia offre una ricca tradizione di Spritz regionali, ognuno con il suo carattere unico. Vale la pena esplorare queste varianti:
- Campari Spritz: Per chi ama i sapori più amari e decisi, il Campari Spritz offre un'intensità maggiore rispetto all'Aperol.
- Cynar Spritz: Con il Cynar, un amaro a base di carciofo, si ottiene uno Spritz più terroso e complesso, molto apprezzato dagli intenditori.
- Select Spritz: Tipico di Venezia, il Select è un amaro più speziato e meno dolce dell'Aperol, che conferisce allo Spritz un profilo aromatico distintivo.
8. Altri giganti della mixology: Manhattan, Moscow Mule e Mojito
La top 10 è ricca di stelle, ma ci sono altri drink che meritano una menzione d'onore per la loro costante presenza e popolarità. Sono veri e propri pilastri della mixology, ognuno con un carattere ben definito.
Manhattan
Un classico sofisticato ed elegante, il Manhattan è un cocktail a base di whiskey (tradizionalmente Rye), vermouth rosso dolce e Angostura Bitter. È un drink potente e aromatico, perfetto per chi apprezza i sapori complessi e avvolgenti.
- Whiskey (Rye o Bourbon)
- Vermouth Rosso dolce
- Angostura Bitter
- Guarnizione: ciliegina al maraschino
Moscow Mule
Fresco, speziato e rinvigorente, il Moscow Mule è un drink a base di vodka, ginger beer e succo di lime fresco, servito nell'iconica tazza di rame. È un cocktail che ha visto una grande rinascita, apprezzato per la sua facilità di beva e il suo sapore frizzante.- Vodka
- Ginger Beer
- Succo di lime fresco
- Guarnizione: fetta di lime
Mojito
Il Mojito è il re dei cocktail rinfrescanti, un classico cubano a base di rum bianco, succo di lime, zucchero, foglie di menta e soda. È un'esplosione di freschezza e sapori tropicali, perfetto per l'estate e per chi ama i drink aromatici e leggermente dolci.
- Rum bianco
- Succo di lime fresco
- Zucchero (o sciroppo semplice)
- Menta fresca
- Soda
- Guarnizione: rametto di menta e fetta di lime

Prepara i cocktail più venduti a casa tua: la guida essenziale
Dopo aver esplorato i cocktail più amati, sono sicuro che molti di voi avranno voglia di cimentarsi nella preparazione a casa. Non serve essere un bartender professionista per creare drink eccellenti. Con l'attrezzatura giusta, pochi ingredienti chiave e un po' di pratica, potrete stupire i vostri amici e voi stessi. Vediamo cosa serve per iniziare il vostro home bar.
L'attrezzatura minima per iniziare: cosa serve davvero nel tuo home bar
Non dovete spendere una fortuna, ma alcuni strumenti sono davvero indispensabili per un buon home bar:
- Shaker: Boston shaker o Cobbler shaker, essenziale per miscelare ingredienti con succhi o sciroppi.
- Jigger: Misurino per dosare con precisione gli ingredienti. La precisione è fondamentale in mixology.
- Bar Spoon: Cucchiaio a manico lungo, ideale per mescolare nel mixing glass e per stratificare.
- Strainer: Filtro per separare il ghiaccio dagli ingredienti dopo la shakerata o la mescolata.
- Muddler: Pestello per estrarre gli oli essenziali da erbe (come la menta) o per pestare frutta.
I 5 ingredienti chiave che non possono mancare nella tua dispensa
Con una selezione intelligente di distillati e modificatori, potrete preparare un'infinità di cocktail. Ecco i miei consigli per iniziare:
- Distillati base versatili: Non dovete averli tutti subito, ma Gin, Rum (bianco), Tequila (Blanco), Whiskey (Bourbon) e Vodka sono i pilastri. Sceglietene uno o due di buona qualità per iniziare.
- Vermouth Rosso e Dry: Sono fondamentali per classici come Negroni, Manhattan e Martini. Un buon Vermouth fa la differenza.
- Campari o Aperol: Per i vostri Spritz e Negroni, sono un must per gli amanti dei sapori amari italiani.
- Triple Sec (o Cointreau): Essenziale per il Margarita e altri cocktail agrumati.
- Ingredienti freschi e di base: Limoni e lime freschi (sempre!), zucchero (per sciroppo semplice), Angostura Bitter e una buona scorta di ghiaccio.
Tecniche di base spiegate semplici: miscelare, shakerare e filtrare senza paura
Padroneggiare alcune tecniche di base vi aprirà le porte a un mondo di possibilità. Non sono complicate come sembrano:
- Mescolare (Stirring): Questa tecnica è usata per i cocktail a base di soli distillati (come il Martini o l'Old Fashioned) che non contengono succhi di frutta o ingredienti che richiedono una forte aerazione. Si esegue in un mixing glass con ghiaccio, usando un bar spoon per mescolare delicatamente ma costantemente, raffreddando e diluendo il drink senza renderlo torbido.
- Shakerare (Shaking): Si usa per i cocktail che contengono succhi di frutta, sciroppi, creme o uova. Lo shaker permette di raffreddare, diluire e aerare il drink in modo energico, creando texture e schiume. Riempite lo shaker per 2/3 di ghiaccio, aggiungete gli ingredienti, chiudete bene e shakerate con decisione per 10-20 secondi, a seconda del drink.
- Filtrare (Straining): Dopo aver mescolato o shakerato, è fondamentale filtrare il drink per separare il ghiaccio e altri residui (come foglie di menta o scorze) prima di versarlo nel bicchiere di servizio. Si usano lo strainer (per il mixing glass o il Cobbler shaker) o il fine strainer (per filtrare due volte e rimuovere anche i frammenti più piccoli di ghiaccio o erbe).
Il futuro nel bicchiere: le prossime tendenze della mixology
Il mondo dei cocktail è dinamico e in continua evoluzione. Mentre i classici mantengono la loro posizione, nuove tendenze emergono, riflettendo i cambiamenti nei gusti dei consumatori e una maggiore consapevolezza su temi come la sostenibilità e il benessere. Vediamo cosa ci riserva il futuro.
L'ascesa di Tequila e Mezcal: perché i distillati d'agave sono il nuovo trend
Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un'esplosione di popolarità per i distillati d'agave, in particolare Tequila e Mezcal. Non sono più solo ingredienti per Margarita o Paloma; i bartender di tutto il mondo stanno esplorando la loro versatilità e i loro profili aromatici unici. La Tequila offre note dolci, erbacee e pepate, mentre il Mezcal, con il suo distintivo sapore affumicato, aggiunge una complessità terrosa e minerale. Questa tendenza è destinata a crescere, portando a nuove creazioni e a una maggiore apprezzamento per questi distillati artigianali.
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Sostenibilità e "low-ABV": bere bene, con più consapevolezza
Due tendenze importanti che stanno plasmando il futuro della mixology sono la sostenibilità e l'interesse per i cocktail a basso contenuto alcolico (low-ABV). I bar sono sempre più attenti all'approvvigionamento degli ingredienti, cercando prodotti locali e di stagione, e adottando pratiche "zero-waste" per ridurre gli sprechi. Parallelamente, c'è una crescente domanda di drink che permettano di "bere bene" senza eccedere con l'alcol. I cocktail low-ABV, che utilizzano vermouth, amari leggeri o liquori a bassa gradazione, offrono sapori complessi e soddisfacenti, permettendo di godersi l'esperienza del cocktail con maggiore consapevolezza e moderazione. È un modo per apprezzare l'arte della mixology senza sentirsi appesantiti.
